Sul filo di lana

Appena appena in tempo prima del cambio di stagione, per metterlo giusto un paio di volte e non di più, ma ce l’ho fatta. Il golfino con la gestazione di un elefante (l’acquisto della lana risale all’ottobre 2015) è finito, cucito, stirato e pronto per esere indossato nelle perdute mezze stagioni. Non c’è modello, non c’è taglia, non ci sono maglie da scalare e scolli da scavare; c’è – per fortuna – una moda dalle linee morbide e che non annovera la funzionalità tra i suoi scopi, per cui la riuscita è assicurata.

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Denim “hobo bag”

E invece di finire il golfino di lana iniziato un anno e mezzo fa, ho fatto una borsa. Invece di portare avanti uno dei tanti progetti piantati lì. Invece di fare la spesa. Invece di sistemare lo studio. Lunedì sarebbe stato un giorno con tante piccole cose da sbrigare, uno di quelli in cui sposti le cose che non hanno posto da una parte all’altra, senza trovare soluzioni convincenti e con scarso giovamento per l’umore già storto di suo. Ma lunedì era anche il mio giorno libero: Continua a leggere

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sireno_thumbUn disegno non dà quella bella soddisfazione, materiale e piena, di una “cosa” realizzata a mano. Eteree sono le linee tracciate dalla matita, ovattati i colori, troppo sottile la carta per non finire accartocciata in un angolo della scrivania alla prima sessione di riordino. Per non parlare poi delle rielaborazioni grafiche al computer… tutto si perde in innumerevoli pixel che scappano via come goccioline di mercurio. Il disegno è una roba difficile da concretizzare. Continua a leggere

Un sottobicchiere DIY per tutte le stagioni

coasters_thumbLa civetta abita nella parte destra del cervello. La mia recente, attenta lettura del manuale di disegno di Betty Edwards* ha portato fondamentalmente a questa conclusione. E mentre sei lì tranquilla a prendere un tè con le amiche (fortunata io 🙂 ), mentre tutte ammirano i sottobicchieri di gomma ingarbugliata della padrona di casa, la pennuta comincia a raspare nella materia grigia e il cervello destro li vede già tutti belli ri-progettati e ri-realizzati, i sottobicchieri, fatti di colla a caldo. Rossa. E poi quando sono tornata a casa li ho dovuti fare, a quel punto non è che potevo più decidere. Continua a leggere

Il fuoriporta coniglio

coniglio_thumbGioco d’anticipo. Faccio mie le leggi del marketing. Via le zucche e largo alle renne; via la calza e arrivano i conigli. Anzi, guarda, c’è anche un cuore in questo post… due piccioni con una fava! Come avevo anticipato, la stoffa stampata con i conigli era tanta. Oltre alle pochette con la cerniera, ne è uscita anche una decorazione da usare come fuoriporta o in cucina, dal carattere allegro e primaverile. Continua a leggere

Le scarpine di feltro (lanose)

scarpine_thumbDa quando è arrivata, Agata per me è la Tarassippa. Queste scarpine sono sue. A chi volesse farne di simili, basteranno un po’ di feltro, un po’ di pazienza e un modello di scarpine per bambole, adattabile secondo necessità. E potete fermarvi qui. Ma la storia di queste scarpine è diversa; richiede uno sforzo di immaginazione, dieci minuti di tempo ad altro rubato e voglia di camminare a passo lento lungo vie dimenticate… Continua a leggere

I cuscini di Rudolph

rudolph_thumbRudolph ha il naso nero, non rosso. È peloso e marrone, ma senza corna. Eppure una slitta la potrebbe tirare, anche con tutte le renne sopra, tanto è forzuto. Rudolph è un cagnone manfano e sbavone, di quelli incrociati e purtroppo “allevati” per essere cattivissimi, che quando ti guarda con la testa un po’ piegata di lato, un orecchio avanti e uno indietro e la lingua penzoloni ti chiedi chi, tra te e lui, stia prendendo un grandissimo granchio. Continua a leggere