Recycling or upcycling?

Uno degli aspetti che più mi divertono nei miei “momenti creativi” è la possibilità di riutilizzare in forme diverse materiali di scarto, o, talvolta, di stravolgere l’originaria destinazione d’uso di un oggetto per farne qualcosa di nuovo; vale per le cravatte reimpiegate come decorazioni sugli abiti, come vale per i pallet che diventano librerie o piattaie. Fino ad ora ho sempre incluso tutto questo nella categoria “riciclo“, ma, girando nel web alla ricerca di ispirazione, ho realizzato l’esistenza di un’altra parola che ricorre sempre più spesso in proposito, ovvero “upcycling“. In italiano credo sarebbe qualcosa tipo “rifunzionalizzazione”, che però non suona altrettanto bene…

Recycling_symbol.svgStando a quanto ci racconta Wikipedia in proposito, il termine è stato coniato per la prima volta nel 1994, per indicare un nuovo indirizzo da seguire nel recupero dei rifiuti, che non comportasse un degrado, ma un incremento (up-, appunto) nella qualità dei materiali riciclati. Adesso si applica indistintamente alla moda, come al design, come alle piccole creazioni artigianali che si trovano sui blog creativi.

In parole povere: il riciclo vero e proprio è quello che prevede una rilavorazione degli scarti e la loro trasformazione in nuova materia prima ma di qualità inferiore, come le bottiglie di plastica che diventano altro materiale plastico; l’upcycling, invece, è quello che trasforma le suddette bottiglie, tagliate e incollate, in pendenti, vasetti, portafiori… Praticamente “upcycliamo” ogni volta che inventiamo una funzione nuova per oggetti oramai inutilizzabili in quella originaria. Il trucco sta, a mio parere, nel rendere evidente la trasformazione, mantenendo il più possibile inalterate le caratteristiche dell’oggetto “upcyclato”, così che chi lo vede, riconoscendolo, ne apprezzi ancora di più l’originalità.

Qui ho raccolto alcune idee, divise per categorie, da cui poter trarre ispirazione (ma sono solo alcuni esempi…). Per la categoria moda ho già dedicato una pagina al refashioning! Accanto al titolo si trova il link per le immagini.

Arredamento (poltrona-valigia; lavandino-sedia; parete-persiane; tv-portalibri; mensole-valigia; specchi-racchetta):

arredamento

Bijoux (anelli-filo; collana-tappi; parure-bottiglie; pendenti-forchette; capsule caffè-orecchini):

bijoux

Accessori (borsa-lattine; borsa-ombrello; borsa-cinture auto; borsa-lp; borsa-carta):

borse

E, per finire, un po’ di gufi e civette realizzati con vari materiali, per lo più tutti provenienti dalla cucina!

gufi

Confesso che, talvolta, il procedimento è così affascinante da travisarne un po’ il vero scopo, per cui, invece di riutilizzare qualcosa di inutile e già posseduto per creare qualcosa di utile, spesso io mi trovo nella condizione di cercare qualcosa che non ho per modificarlo e trasformarlo in qualcosa di assolutamente inutile. Però vuoi mettere la soddisfazione?

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