La cartapesta

Propriamente la cartapesta (basta una rapida occhiata in rete per farsene un’idea) è un impasto di colla vinilica, carta e/o stacci, a cui può essere aggiunto anche del gesso. In realtà, se è vero che il principio è uno (unire pezzi di carta o stoffa rendendoli malleabili con la colla), esistono poi tante varianti della tecnica, che si serve di materiali e lavorazioni diverse a seconda di ciò che si vuole realizzare, da una piccola cornice fino ai carri del carnevale.

burattini_cartapestaQuando ero piccola, per esempio, con la cartapesta si facevano le teste dei burattini, ed era un lavoro piuttosto lungo: bisognava ridurre a pezzetti minuti la carta di giornale, lasciarla a macerare un paio di giorni nell’acqua, poi strizzarla e unire la colla vinilica fino ad ottenere una pasta modellabile. La tecnica è sempre valida e l’impasto che si ottiene (che rende ancora meglio se frullato), si presta bene a realizzare forme diverse, sebbene sia poco elastico. Una volta essiccato, a meno che non sia stato preventivamente aggiunto del gesso, necessita inoltre della stesura di una mano di bianco per renderlo pronto alla colorazione, ed i tempi di realizzazione si allungano molto.

Una tecnica molto più semplice e veloce è invece quella che ho appreso, da grande (da grande!) guardando Art Attack: su un supporto che abbia più o meno la forma di ciò che vogliamo realizzare si dispongono strisce o pezzi irregolari di carta di giornale o carta da cucina, spennellandoli con una soluzione di colla vinilica allungata con l’acqua, fino ad ottenere una superficie liscia e omogenea da colorare. Il vantaggio dell’impiego della carta da cucina sta nel fatto che l’oggetto risulta già bianco, ed è più facile dipingerlo. Utilizzando invece carta velina colorata o tovaglioli di carta si possono ottenere oggetti già colorati, che poi verranno resi comunque impermeabili da una vernice trasparente spray.

Il supporto per qualsiasi realizzazione può essere di cartone, giornale appallottolato, plastica (qui e qui alcuni esempi da Art Attack), o anche materiali diversi tenuti insieme da punti di spillatrice o più semplicemente scotch, che resteranno comunque nascosti al di sotto degli strati di carta e colla.

Questi sono alcuni esempi di ciò che ho realizzato impiegando questa tecnica:

cartapesta

Creazioni originali e cave all’interno, per esempio paralumi, si possono realizzare usando come supporto uno o più palloncini, da sgonfiare una volta che gli strati applicati sono seccati. Per le due lampade ho applicato sul palloncino due strati di carta da cucina e successivamente altri due di tovaglioli di carta colorati (ridotti a brandelli irregolari di un solo velo); tra gli ultimi due strati ho inserito delle foglie ritagliate in colore contrastante. A partire da un’anima di carta di giornale e scotch, ricoperta sempre con tovaglioli di diverse tonalità di verde, ho realizzato invece il geko; una scatola ottenuta da cartone riciclato e ricoperta con più strati di una carta leggera lavorata a mano è diventata invece un resistente portatovaglioli.

Un’altra variante per ottenere una divertente decorazione è quella che si ottiene con l’impiego del cotone idrofilo per realizzare un effetto a rilievo, come nel caso della cornice barocca precedentemente postata.

Ciò che si ottiene con la cartapesta è sempre leggero e resistente, e si presta bene alla resa di diversi materiali; grazie all’uso del colore e della finitura più o meno lucida, infatti, si possono imitare ceramica, legno o pelle.

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