Home decor, Pictures & paper

La regina delle more

La regina delle more sta sempre due foglie più in là. È quella grossa, un po’ allungata, con i pallini gonfi e lucidi che sembrano scoppiare da un momento all’atro. Quando la afferri con la punta delle dita non fa resistenza, come quelle morine mature ma un po’ rinsecchite, aggrappate con tutte le forze al loro picciolo spinoso; ma neanche si disfa in un sugoso e appiccicume, colorato e deludente come un palloncino afflosciato. La regina delle more ti si offre, sfrontata, tronfia e alfine cedevole, e si siede impettita su tutte le altre che hanno riempito il cesto con l’unico intento di fare a lei da cuscino.

Ma i sovrani sono fatti per essere spodestati; e mentre le mani ancora si riempiono della corte della precedente, l’occhio avido già ne ha avvistata un’altra, di regine. Ancora più grossa e ancora più bella, tanto che le more raccolte prima sembrano già tutte uguali.

La mia caccia alle more è stata così, una rincorsa, di cespuglio in cespuglio, alla ricerca dei frutti più degni di finire sulla crostata, quelli nati dal rovo perfetto che, una volta individuato, avrebbe da solo messo fine alla cerca. La mia caccia è stata così finché i tre chili di raccolto, e la prospettiva di doverli passare tutti per farne marmellata, hanno ridimensionato l’idea di perfezione e ricondotto la smania a più miti consigli.

La bellezza delle regine, una volta a casa, ha richiesto anche un ritratto; tornata con la voglia di disegnare more, ho chiesto ad Alice di collaborare per un post a tema, in modo che, mentre lei le celebrava in cucina, io potessi farlo sulla carta. Così, per accompagnare le sue frittelle di pane e more, nasce questa cartolina, da appiccicare in cucina per iniziare col sorriso le vostre colazioni a base di frittelle e marmellata.

Potete scaricare il pdf cliccando sull’immagine qui sopra e stamparla, meglio se su un cartoncino, oppure potete salvarla come sfondo per il telefono o per il computer. Quando ci posate gli occhi, però, non dimenticate di fare un inchino. 😉

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Fashioning e refashioning

Una t-shirt a… funghi!

La storia di questa maglietta parte da lontano, da un foglio bianco e da un disegno acquerellato. Il disegno poi, con un paziente lavoro al computer, si è trasformato in una grafica fitta fitta e questa a sua volta, grazie The Color Soup, è diventata una morbida pezza di jersey. Continua a leggere “Una t-shirt a… funghi!”

Fashioning e refashioning

Shirt-skirt: lo sciolingua che nasconde un ricilo!

Credo che sia uno dei “pin” più vecchi che le mie bacheche di Pinterest possano ricordare. Un’idea che mi è sempre piaciuta, e che è stata lì a covare per anni, ad aspettare proprio quella camicia verde bosco dismessa dal proprietario e questa caldissima estate 2019. Continua a leggere “Shirt-skirt: lo sciolingua che nasconde un ricilo!”

Accessories, Pictures & paper

“C’era una fiaba”: la collezione continua!

­­Conoscere Viviana e passare mezza giornata con lei è stata la cosa più naturale del mondo. Anni di misurati contatti a distanza, poi mesi di frenetico lavoro condiviso con tutti i mezzi di comunicazione possibile, poi una passeggiata sotto i portici di una città a metà strada tra la sua e la mia, Continua a leggere ““C’era una fiaba”: la collezione continua!”

Home decor

Il pennato pennuto

Il pennato è un attrezzo da boscaioli. Una specie di roncola, che però ha sul dorso una penna, affilata, con funzione di accetta. Questo in particolare, di mani di boscaioli ne deve aver conosciute tante; deve aver lavorato incessantemente, fino a consumare la lama e scivolare fuori dall’immanicatura, Continua a leggere “Il pennato pennuto”

Accessories

C’era una fiaba 4: Il topo di campagna e il topo di città

I primi a uscire dalla penna, gli ultimi ad essere presentati. I topi sono tra i miei animali preferiti (mi chiedo sempre più spesso quali, a parte gli insetti, non lo siano), ma sono stata incerta fino all’ultimo se utilizzarli per questo progetto, perché molte persone sono infastidite anche solo dalla loro vista; Continua a leggere “C’era una fiaba 4: Il topo di campagna e il topo di città”

Accessories

C’era una fiaba 3: Il corvo e la volpe

Il corvo in questione è vanitoso, non ci sono dubbi. Immaginatelo che vi guarda dal foglio, da cui sembra uscire qualche millimetro in più ad ogni tratto di pennino. E poi immaginate di schizzarlo con dei grossi goccioloni di china, mentre sollevando l’astuccio Continua a leggere “C’era una fiaba 3: Il corvo e la volpe”

Accessories

C’era una fiaba 2: La lepre e la tartaruga

Viviana dice “sghembare”, io dico “straliciare”; a diverse latitudini della lingua italiana definisce una stessa, identica situazione, la Nemesi della sarta alle prese con uno scampolo troppo preciso. Significa che il taglio della stoffa non è diritto rispetto all’andamento dei fili, Continua a leggere “C’era una fiaba 2: La lepre e la tartaruga”

Accessories

C’era una fiaba 1: Il brutto anatroccolo

Può un paperottolo (non alieno) essere così grande da potersi mangiare un cigno in un boccone? La risposta è sì. Se poi i paperottoli arrivano a casa tua tutti imbustati e schierati in riga, lì per lì fanno anche un po’ paura. Sto parlando di quelli stampati sulla pezza Continua a leggere “C’era una fiaba 1: Il brutto anatroccolo”

Accessories

C’era una fiaba!

Quest’avventura inizia circa tre mesi fa, con un’idea che, senza neanche finire di essere pensata per bene, si è involata per mail, spudorata, per raggiungere una persona praticamente sconosciuta. Una persona sicuramente dai gusti affini ai miei, gentile, Continua a leggere “C’era una fiaba!”