Bijoux

La nappe, Parigi

Le nappe mi fanno pensare alla prima volta che ho visto Parigi. Ricordo il freddo, ghiacciato e bagnato come non l’avevo mai sentito prima; la città, sconosciuta, che mi si srotolava davanti e che via dopo via diventava improvvisamente familiare; le punte dorate dei suoi cancelli, con il luccichio che bucava gi occhi e faceva trattenere il fiato. A Parigi mi sono fatta irretire dai corridoi di specchi e dai fantasmi che vi si rincorrono, e ho vagato per dieci giorni nelle pagine di un romanzo; in poche parole, ci sono rimasta sotto. E quando vedo le nappe con la mente torno sempre alla mattina in cui, per sbaglio, mi sono persa nel quartiere delle mercerie, dove vetrine sudice traboccavano dello splendore un po’ demodé di nastri di raso, cordoncini ritorti, frange e passamanerie che, dopo aver attraversato indisturbati  tre o quattro secoli di storia, se ne stavano lì a spiare il viavai della metropoli come se fossero la cosa più normale del mondo. Si capisce perchè, quindi, questo pendente nato per caso sia per me molto più che l’ennesimo ammenicolo inutile di una moda brutta e vagamente anni 80 che colora l’estate con ponpon e simili. Ho una buona scusa.

Per realizzare la nappa ci sono voluti cinque minuti, una matassa di frange ereditate dalla nonna, un capofilo argentato e l’immancabile colla a caldo, che, se toglie in poesia, tanto regala in semplificazione della vita. Basta arrotolare su se stesso un pezzetto di pochi centimetri di frange, fissarle con qualche punto e incollarle al capofilo. Fine.

Appesa a una collana lunga, e su una camicia stampata che tradisce una parentela stretta con certi divani, la nappa fa la sua figura. Peccato per quei fili d’oro che mancano, ci sarebbero stati bene…

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9 pensieri riguardo “La nappe, Parigi”

  1. Ma sai che ho appena fatto una serie di orecchini con le nappine?! Hai ragione, ora si vedono un po’ dappertutto ma a me son sempre piaciute e continuano a piacermi. Belli anche gli orecchini in pendant!

  2. Non sono un’amante delle nappe. Mi ricordano troppo i cassettoni della zia, ma non quella buona che ti offre caramelle, quella arcigna che nulla ti lascia toccare. Ciò nonostante questa collana mi piace. Forse il colore, forse una civetteria che nulla ha a che fare con le vecchie zie

  3. Che bello: così quando la indossi la tua mente vola su altri lidi mentra la nappina dondola beata su una bellissima (anche quella) camicia che ricorda certa tappezzeria da divani 😉

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