Pictures & paper

La barba di becco (violetta)

Per me era soltanto un “soffione”. Una palla piumosa da guardare ammaliata pensando a quanto è bello veder volare via tutti i suoi ciuffi, che si inseguono in una folata di vento (o in un soffio ben mirato), e al tempo stesso sperando che non succeda mai. Si vedono ovunque i soffioni, nei giardini, in campagna e persino nelle crepe dell’asfalto: eppure in tutti questi anni non avevo mai pensato che, guardacaso, nascono negli stessi posti dove sbocciano gli spregiati “pisciacane”, quei fiori gialli che nei mazzolini le bambine per bene neanche ce li mettono. Mi ci voleva di mettermi a disegnare la natura coi pastelli, per realizzare che i soffioni altro non sono che i semi dei pisciacane, e che gli spregiati fiori gialli sono in realtà i fiori del tarassaco, una pianta dai molteplici usi e dalle tante virtù (indovinate un po? è pure diuretica… 😉 ). Ed è proprio così, passando per il tarassaco, che sono arrivata alla barba di becco. Dopo che la barba di becco è arrivata a me, per dirla tutta, cioè dopo che ho raccolto al lato della strada questo soffione gigante e bellissimo:

Dopo svariate ricerche con chiavi scientificamente ben ponderate (roba tipo “soffione grande” o, dopo che ero già un po’ più padrona dell’argomento, “pappo grandissimo“), Google mi ha confermato che ciò che ho raccolto e disegnato con tanta cura è il “Tragopogon porrifolius“. Wow. È bastato il poco greco che ancora ogni tanto mi rimbalza nel cervellino per lasciarmi intuire che c’era di mezzo un capro, e farmi rimanere questa pianta ancora più simpatica. Il suo nome, citato per la prima volta nel I sec. d.C. nel “De materia medica” di Dioscoride, significa proprio “barba di capro”, e deriva dalla forma appuntita e ricurva del semino. Bello, no?

La pianta è in effetti una Asteracea (quelle, cioè, con il fiore a forma di stella… via, ma come si fa a non restarne affascinati?) proprio come il tarassaco, ma il suo fiore è viola, da cui il nome in italiano; una volta seccato, l’infruttescenza è molto più grande di quella del suo parente giallo e i semini sono dotati di un pappo (il ciuffo) molto più lungo, simile a un ombrellino…

Per saperne di più, il disegno con la scheda completa lo trovate tra le illustrazioni; se invece volete incantarvi con il timelapse della trasformazione da fiore a soffione del tarassaco potete seguire questo link. E, da ora in avanti, guai a chiamarli pisciacane! 🙂

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6 pensieri riguardo “La barba di becco (violetta)”

  1. è bellissimo! Ho sempre amato i “soffioni”, così delicati, effimeri. Il tuo disegno ne cattura la bellezza e lo metterei in quadro in casa mia tanto mi piace. Complimetni

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