Accessories, Crochet e tricot

Knitting loom e berretti da gnomo

Avrebbe potuto essere un post tutto miele e batuffoli, che decantava le meraviglie e l’unicità delle creazioni estemporanee, dei modelli che si inventano da sé e dell’istinto che guida l’intreccio dei fili. No. Come nell’inizio di Lemony Snicket, in questa storia tetra non c’è un piccolo elfo che ride, non ci sono manine fatate e anzi, un minaccioso secchio della spazzatura si affaccia diverse volte sulla scena, impaziente che arrivi il suo turno. Però, se avrete sufficiente benevolenza per leggere fino in fondo, c’è il lieto fine…

Quando ho iniziato volevo realizzare uno scaldacollo, utilizzando il knitting loom, una specie di telaio circolare per lavorare a maglia, con cui fino ad ora avevo fatto più che altro esperimenti. Ho cercato un punto che fosse morbido e decorativo, e ho iniziato a lavorare, con il filo doppio, finchè ho raggiunto la lunghezza desiderata. Poi ho smontato il lavoro dal telaio, e già qualcosa non andava: ho stretto troppo i punti di chiusura, quindi la forma è venuta un po’ a trapezio. Poco male, ci sta che non venga alla prima; vuoi non rimediare con un bello smerlo a uncinetto? Lo smerlo però è venuto rigidissimo, forse per il filo, che ho continuato a usare doppio, forse per l’uncinetto, troppo piccolo. E il secchio, zitto zitto, faceva capolino con sguardo cattivo. Ma la civetta, fiduciosa, ha smontato, e il secondo tentativo di smerlo è riuscito decisamente meglio, con un inconfondibile effetto gorgera elisabettiana. Il secchio intanto, da dietro la spalla, puntava l’oggetto in maniera insistente.

A quel punto, incapace di dare una forma accettabile a quel cilindro floscio e infelice, sono passata a un improvvisato “piano berretto”; la lunghezza però non era sufficiente per la nuova destinazione, e mi ha costretto a rimontare il tutto sul telaio e lavorare un altro pezzo a maglia rasata, stando attenta, questa volta, a lasciare i punti molli nella fase di chiusura del lavoro. Una volta staccata, la parte a maglia rasata si è naturalmente arricciata, creando il bordo del berretto.

Per la chiusura, dopo una rapida prova, ho scelto una cucitura a maglia bassa invece di raggruppare tutte le maglie insieme. Il secchio a quel punto, rassegnato, ha fatto marcia indietro, il berretto nuovo mi si è accomodato in testa e il compianto elfo è diventato uno gnomo!  😉

 

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6 pensieri riguardo “Knitting loom e berretti da gnomo”

  1. Tutto è bene quel che finisce bene, non bisogna mai arrendersi! In questi giorni ho fatto delle fasce per capelli e non ti sto a dire il numero di tentativi prima di azzeccare la lana, il numero di maglie, multipli e sottomultipli, lunghezze ecc… un lavoro che finito sembra una sciocchezza è diventato la fabbrica del Duomo… complimenti alla tenacia, il secchio dovrà aspettare 👍 😂😂

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