L’eredità (LaNecchi is back)

necchi_thumbNecchi 523. Una marca e un numero, scritti belli grossi sul celeste pastello della copertina del manuale di istruzioni. Oppure Julia, come l’ha chiamata il titolare del negozio di riparazioni, con riferimento ad un modello molto simile, nato con qualche anno di scarto e poche varianti rispetto a lei.

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Ma lei per me è LaNecchi, come la sua prima proprietaria l’ha sempre chiamata. La prima tutta sua, che stava nel suo mobile e ad inizio carriera andava a pedale e polpacci, prima che le spuntasse la coda e la spinta per muovere l’ago su e giù arrivasse magicamente dalla presa nel muro. LaNecchi è tutta di ferro, un po’ avorio e un po’ violilla, quel colore bonton che solo queste femmine degli anni Cinquanta possono portare con tanta, elegante disinvoltura.

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LaNecchi, come tutte le signore bene della sua epoca, a un certo punto ha iniziato a fare su e giù per andare in villeggiatura al mare. Saliva in macchina e via, per tre mesi, a cucire prendisole e camicette smanicate. Poi questo su e giù a un certo punto ha stancato; con la stessa naturalezza con cui chi abita in due case ha due spazzolini da denti, la mia nonna ha capito che per lei ci volevano due macchine da cucire, ed è arrivata LaSinger. Io c’ero e me la ricordo quando è arrivata, con quei trentacinqe anni di scarto rispetto all’altra e il suo vestito di plastica lucida. In quella nuova il filo si infilava da davanti, non di lato, e la bobina si avvolgeva sopra invece che a destra; io mi sono adattata anche a lei, ma con la macchina violilla che aveva cucito i miei primi vestiti di Barbie non c’era proprio gara. E mi sa che anche la mia nonna la pensasse così, visto che sia LaSinger che LaNecchi per diversi anni hanno fatto la spola tra le due case, alternandosi, senza mai aver deciso davvero chi dovesse stare dove.

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Poi, pian piano, le camicette sono passate di moda, le stoffe si sono arrotolate in un cassetto, la corrente si è staccata e LaNecchi e LaSinger sono rimaste lì, ad aspettare. In fondo pochi anni di garage, ma abbastanza perché gli ingranaggi più datati cedessero sotto il peso della polvere e dell’inattività. Una primavera di qualche anno fa, senza preavviso, è suonata l’ora del del risveglio. LaSinger, più elastica e moderna, si è adattata di buon grado alle nuove regole di un cucito frettoloso, strampalato e inesperto; la vecchiona però non è più ripartita ed è rimasta nel cantuccio, ad aspettare ancora. Ai vecchi, del resto, la pazienza non manca.

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Quest’anno il regalo che ho chiesto per il mio compleanno è stato una nuova chance per LaNecchi. Quindici giorni in mani esperte e gli ingranaggi sono tornati a cantare, le cuciture a scorrere lisce come un tratto di matita; le cromature brillano e il violilla illumina dei suoi bagliori vintage tutto ciò che vi si riflette.

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LaNecchi è tornata, e, ironia della sorte, passando proprio per quella generazione di mezzo che un po’ a tradimento sembrava aver dribblato. Ora mi ci vuole un’altra casa, perché alle macchine da cucire è tornata la voglia di viaggiare.

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21 pensieri su “L’eredità (LaNecchi is back)

  1. Bellissima!!!
    Anch’io ho la passione sfrenata per le vecchie macchine da cucire, ricordo ancora quando mia nonna cuciva con la Singer di sua mamma.
    È ancora perfettamente funzionante e ogni tanto faccio qualche cucitura…un emozione!

  2. Anche io ho imparato sulla vecchia macchina della nonna, credo proprio una Necchi ma non ne sono certa. Ricordo bene invece che pesava un quintale e non si poteva certo traslocare da una casa all’altra (ma non c’era nemmeno l’altra casa, quindi…no problem- quando non veniva usata faceva una capovolta e finiva a testa in giù dentro il mobiletto ma per tirarla fuori ci voleva Maciste. La tua macchina violilla è deliziosamente vintage ed è cromaticamente molto più bella… Prima o poi mi sa che faccio restaurare anche io due macchinette antiche (di quelle con la scatola a coperchio) che ho ereditato da mia suocera e che ora fanno bella mostra su un ripiano. Scusa…mi rendo conto che ho scritto un commento fiume ma per le macchine da cucire ho una vera passione 😊😊

    • 😁 mi piace il commento fiume! Ho toccato sul vivo, eh?😉
      Comunque sì è lei, quella che faceva la capriola nel mobile, che apriva l’anta e raddoppiava diventando un piano di lavoro. Io ci giocavo sotto e ogni tanto mi cadeva in testa… ahia😂

      • Facevo così anch’io, giocavo sotto il mobile della macchina da cucire (LaSinger della nonna) e spesso e volentieri battevo la testa in tutte quelle robe che penzolavano. A volte però stavo anche al posto di comando, ho imparato a cucire con lei e la nonna, proprio con i vestitini delle Barbie😀 Che bello legger eil tuo post, quanti ricordi!

  3. Il migliore commento al più bel regalo che abbia mai fatto alla mia Bimba, anche nonna Mara, che con la macchina da cucire è andata sempre d’accordo e che forse è stata la sua unica amica del cuore, approverebbe!

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