I cammei da parete

profili_thumbStavolta l’interpretazione è sicura, via. Se vogliamo escludere l’ipotesi di un vasaio ubriaco che lavora su un tornio sbilenco, deve per forza trattarsi di due profili. Quelli dei padroni di casa, naturalmente, che si guardano composti e alteri. Ogni tanto buttano anche un’occhiata storta a Mr. e Mrs. Snob, che li spiano un po’ interdetti dal divano, indecisi se quei profili corrispondano davvero ai loro o si tratti di intrusi; e la diffidenza è reciproca… Per realizzare questi cammei da parete bastano due foto scattate col cellulare, Photoshop, un po’ di cartoncino nero e due cornicine. Le foto devono essere di profilo, possibilmente su uno sfondo chiaro e uniforme (una parete va benissimo!). Dopo aver aperto i file con Photoshop, si seleziona il profilo con lo strumento “lazo magnetico”, che da solo riesce a seguire i contorni di una forma. La selezione così ottenuta non sarà precisissima, ma dal momento che servirà per costruire una dima non importa: le imperfezioni saranno corrette a mano.

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La selezione ottenuta andrà riempita di un solo colore: con il nero già si vede quale sarà più o meno l’effetto finale, ma si può fare anche un semplice “traccia” e avere solo il contorno. Una volta stampate le due sagome vanno ritagliate, aggiustando in questa fase il tratto ed eliminando gli “scalini” provocati dalla selezione. Si otterranno così due sagome di carta, adatte a trasferire il disegno sul cartoncino nero.

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Ancora una volta, quindi, basterà ritagliare le sagome e collocarle su uno sfondo chiaro. Questo doppio passaggio consente di riportare i profili sul cartoncino, ottenendo un effetto di profondità una volta che il tutto è montato. Per una soluzione più veloce, adatta magari anche a un bigliettino, si può stampare direttamente la sagoma “piena”, di qualunque colore, avendo cura però di aggiustare il tratto prima, direttamente con Photoshop.

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La mia idea era quella di riprodurre due ritratti di profilo, a silhouette, che ricordassero un po’ due cammei ottocenteschi (ma anche i ritratti realizzati con la Macchina di Lavater, o il Physionotrace*). Per far questo avrei dovuto usare delle cornici ovali in stile, ma ho optato per la semplicità e (soprattutto) il low cost: il solito Tiger mi ha fornito due normalissimi portafoto stondati, con la cornice nera, adatti sia ad essere appesi che a stare in piedi da soli.

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La posizione ideale sarebbe questa, ma può sempre essere invertita… a seconda dell’umore!  ;-P

*Chi fosse interessato può dare un’occhiata al testo di G. Chiesa, P. Gosio (Dagherrotipia, ambrotipia, ferrotipia. Positivi unici e processi antichi nel ritratto fotografico), che si può sbirciare un po’ anche grazie a Google libri.

10 pensieri su “I cammei da parete

  1. Anch’io li vedrei dipinti direttamente sulla parete, con una cornice intorno, magari un po’ arzigogolata, sempre dipinta.
    In quel caso però l’inconveniente… sarebbe che non si possono spostare a seconda dell’umore. =)))
    Dani

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