Di civette e ceramica

Ovvero: cronaca di una giornata particolare

ceramica_miniaturaRecentemente, per festeggiare un’occasione particolare e assecondare il desiderio-sopra-ogni-altro di una cara amica, ho provato, assieme a quattro valide compari, l’ebbrezza della lavorazione dell’argilla.

A parte la facile retorica sul plasmare la materia per dare vita (sì, cioè, più o meno) a qualcosa, devo dire che è stata un’esperienza davvero emozionante, anche perché condivisa con ottime compagne ed un’ottima insegnante. Come sede per il nostro esperimento abbiamo scelto la scuola di ceramica La Meridiana, e Claudia ci ha accompagnate e guidate per diverse ore in un mondo di vasi, tazze, piatti e… pasticci!

La prima tecnica che ci ha fatto sperimentare è quella del pinch-pot, ovvero la realizzazione di un vasetto o tazza (non scegli tu, almeno all’inizio: sceglie lui cosa diventare!) a partire da una pallina di argilla. Pressando con il pollice si crea un piccolo foro al centro della pallina e poi, con la sola pressione delle dita, piano piano si allarga, fino a conferire la forma voluta al contenitore.

pinch_pot1

pinch_pot2Se poi di contenitori se ne fanno due con la bocca dello stesso diametro e si uniscono tra loro, ecco che, tagliando la parte apicale, si ottiene un unico vaso dalla forma chiusa con il suo coperchio. E devo dire che, visti i nostri risultati, tutti quei “vasacci” protostorici studiati per anni sui libri di archeologia mi sono apparsi sotto tutt’altra luce… eran davvero bravi nell’età del Bronzo, altro che!

Dopo i vasetti siamo passati alle scodelle, che regalano grandi soddisfazioni: si stende una lastra di argilla (col matterello, proprio come la pasta) e poi la si appoggia su delle forme già pronte, per cui il lavoro riesce decisamente meglio. Con la stessa lastra di argilla, stesa un po’ più alta, si possono realizzare invece delle mattonelle decorative.

mattonella1

Infine, non paghe di cotanta produzione grezza, siamo passate al colore, ottenuto con degli ingobbi (cioè argilla liquida mischiata a coloranti) stesi con il pennello, risparmiando le parti in cui si vuol lasciare a vista il colore della terracotta. E qui è stato necessario lavorare un po’ di immaginazione, perché i risultati si vedranno per bene soltanto a cottura ultimata.

Per adesso ci siamo portate via qualche foto e il ricordo delle bellissime ore trascorse insieme, ma siamo in trepidante attesa di avere tra le mani i nostri cocci finiti, quando saranno arancioni per la cottura e brillanti per lo smalto che le sapienti mani di Claudia applicheranno al momento opportuno.

Sempre che dal forno escano tutti interi…

4 pensieri su “Di civette e ceramica

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...